752 Giorni è un dialogo muto e sospeso tra due personaggi: una donna ed un omino di legno. Il luogo di questo incontro è uno spazio rarefatto in cui il tempo si dilata, il silenzio diventa ritmo e lo scorrere del tempo assume peso. Attraverso un gioco di luce e ombra i due personaggi entrano in connessione alimentando uno l’anima dell’altro.
«Silvia crea un mondo molto preciso. Gli oggetti la accompagnano e diventano protagonisti, compagni di giochi neri. Il suo lavoro è giusto, raffinato, quello di un corpo che sa e ha pensato ad ogni dettaglio con precisione maniacale. Ma il racconto vero è tutto quello del non detto. Quello che mostra è tutto un grande gioco di depistaggio. Lei non lo dice ma il suo personaggio urla, morde, strilla, graffia, vuole entrare nel dolore, masticarlo e sputarlo, azzannarlo con ferocia da belva. Per tutto il tempo cela, con abilità da maga illusionista, maestra di effetti speciali che insegue il perfetto, segretamente conscia che nessuno l’avrà mai.» D.Vitellaro - Festival Logos 2021
«Per aver saputo veicolare il proprio vissuto in una forma aperta allo sguardo dell’altro; per un immaginario ricco tradotto in un’orchestrazione delicata di elementi scenografici ed estetici.» Commissione Festival Cortoindanza 2020
Note
Ho indagato il potere dell’oggetto in relazione al corpo e gli universi immaginari che si aprono una volta instaurato un dialogo fisico e gestuale tra i due. Ho approfondito parallelamente la mia riflessione sul Tempo come tempo fermo, vuoto, stasi, come atto primario e generativo nella fase creativa e come momento essenziale nella vita.
Ciò che ne è scaturito è la fotografia di un momento intimo e delicato in cui la protagonista fa i conti con il tempo passato, i rimpianti, la solitudine. L’omino indossa le vesti di un giudice del tempo sprecato come a scandire i giorni trascorsi senza che la donna abbia compiuto qualcosa di straordinario e incarnando le aspettative esterne di un mondo a cui lei sembra aver rinunciato.
Lo spazio interiore trasforma quello esteriore creando un piccolo universo talvolta ironico e magico in cui visioni, conflitto, manie, ricordi si mescolano in una danza sonora di luci e ombre.
- Ideazione e interpretazione
- Silvia Bandini
- Danzatori
- Alessio Rundeddu
- G. Re
- Valentina Puddu
- Genere
- Teatro danza/Teatro d'oggetti
- Durata
- 30 minuti, senza intervallo
- Disegno sonoro e Mix
- Silvia Bandini
- Emanuele Pusceddu
- Musiche originali
- Matteo Gallus
- Disegno Luci
- Andrea Piras
- Anno di produzione
- 2020
- Sostegno alla Produzione
- Tersicorea - Cagliari
- Festival Corto in Danza